Se l’Inter non vince a Roma, il Milan ha già vinto lo scudetto

Hanno vinto contro Twente e Parma, d’accordo. Ma l’Inter rimane in crisi e per Benitez risalire la china era, e resta, una scalata durissima in questo momento. Il K2 dello spagnolo sarà venerdì a Roma, contro la Lazio. E’ l’avversario ideale per capire la reale consistenza del risveglio nerazzurro. E’ secondo, ma in flessione. Una buona squadra, ma non troppo. Come questo blog…

Se l’Inter vuole tornare con autorità in lotta per lo scudetto, deve vincere. Altrimenti, giusto che si dedichi ad altro. Difficilmente il tricolore, con Ibra sulla sponda rossonera e quasi dieci punti di margine a Natale, potrebbe sfuggire al Diavolo. Un altro fallimento, inoltre, tornerebbe a far traballare la panchina di Benitez.

La sua panchina scotta. Nonostante tutto. Il patron, che già in estate aveva avallato la scelta dello spagnolo senza esserne troppo convinto, ha perso la fiducia nel tecnico. Prima delle sconfitte in serie erano arrivati i 21 infortuni, molti dei quali muscolari, i litigi in campo con qualche big (Chivu, Maicon su tutti). Soprattutto, balza agli occhi la mancanza di dialogo tra il tecnico e il gruppo. La squadra non segue l’allenatore, che dal canto suo invoca rinforzi aumentando la rabbia di Moratti.

Benitez non ha tutti i torti, sia chiaro. Balotelli è partito e la società non l’ha rimpiazzato, sazia dei successi ottenuti con Mourinho. Un ricambio, anche minimo, era invece necessario per dare stimoli ad un gruppo logoro e con tanti elementi reduce dal Mondiale. Quest’Inter, seppur con mezza squadra Primavera in panchina, deve però fare di più. Senza ma e senza se. Il monte ingaggi del Chievo non basta a pagare lo stipendio di Eto’o, che tra l’altro è l’unico sul campo a rendere per quanto vale. Senza di lui, tuttavia, davanti chi segna? Gli exploit di Stankovic e Cambiasso, centrocampisti goleador, non potranno durare in eterno. E il Materazzi che ha sofferto domenica un quasi ex giocatore come Hernan Crespo (uno dei miei centravanti preferiti di sempre, sia chiaro…), come si comporterà con Floccari e Zarate?

Insomma, gli interrogativi restano. Al Mondiale per club, forse, Benitez ci arriverà. Che lo vinca, ad oggi, non è più così sicuro. Anche il Pachuca e l’Internacional, oggi, possono fare paura ad un’armata non più invincibile che ancora non ha dimenticato il volto del suo condottiero partito per Madrid.

PS: ma per gli interisti il Mondiale per Club, nel 2007, non era il ‘Trofeo dell’Amicizia’?

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