Edwin e Tiger, uguali e diversi

Edwin Van der Sar si è fermato. Non ha detto stop al calcio, quello no. Nonostante i suoi 39 anni e l’etichetta di bidone che gli era stata affissa ai tempi della Juventus, il portierone olandese continua a difendere con successo i pali della Nazionale e del Manchester, con cui ha vinto tutto dopo aver già fatto indigestione di titoli ai tempi dell’Ajax.

Edwin si è fermato per stare vicino a sua moglie, colpita da un ictus il 23 dicembre e ancora in gravi condizioni. Ora è in Olanda, tornare in Inghilterra non avrebbe avuto senso. Con che spirito avrebbe indossato i guantoni sapendo che, qualche centinaio di chilometri più in là, sua moglie stava lottando da sola contro la morte? La scelta di Van der Sar è da elogiare. Purtroppo, in Italia, era già successo a Cesare Prandelli, bresciano come me. Aveva destato scalpore quel suo anno ai box per assistere la moglie malata. Mi chiedo peraltro perchè delle decisioni del genere, scelte umane in un ambiente troppo legato allo show business, debbano stupire. I calciatori e gli allenatori, a differenza di qualunque lavoratore normale, possono permettersi di fermarsi senza che il conto in banca ne risenta. Quindi, dov’è la sorpresa?
Il caso di Van der Sar mi dà inoltre modo di parlare dell’affare Tiger Woods. Ho una considerazione che mi frulla in testa da giorni ed è l’occasione giusta per metterla sul blog. Il golfista americano, scoperto con le mani nella marmellata dopo aver tradito la moglie con l’amante (una delle tante, si è poi capito…), ha deciso di ritirarsi dal green per “diventare un padre migliore“.

La domanda sorge spontanea: che senso ha? Pulirsi forse la coscienza? Qualora fosse un tentativo di salvare in extremis il matrimonio, le notizie raccolte sui giornali di oggi hanno smentito la teoria (peraltro balzana): la moglie l’ha mollato e lui passeggia mano nella mano con la donna che ha fatto scoppiare lo scandalo. Quindi, che diavolo ti ritiri a fare Tiger?
Valentino Rossi si è forse fermato quando il fisco lo ha messo alle strette? Non mi risulta, anzi l’anno dopo è tornato a vincere il Mondiale dopo un periodo grigio. Silvio Berlusconi – lo cito altrimenti si offende… – si è forse dimesso dopo i suoi retroscena sulle sue prodezze nel lettone di Putin con la D’Addario e qualche altra dozzina di escort? Non mi pare proprio, anzi…

E allora, caro Tiger, torna a giocare a golf che è meglio. Dio ti ha dato un talento con la mazza (da golf, si intende…), vedi di sfruttarlo ancora. Ti conviene tornare a vincere in fretta, per riprenderti l’immagine da vincente persa in una notte sciagurata. Altrimenti ti salutano anche quei pochi sponsor che sono rimasti, ascolta un cretino…

Coglione sì, ma non troppo…

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