Basket, I Love This Game

Oggi in Italia è il Basket Day. Il che significa, per chi ha l’abbonamento a Sky, farsi una scorpacciata di pallacanestro da mezzogiorno fin quasi a mezzanotte: cinque partite del campionato italiano in diretta, l’una dietro l’altra. Appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati.

Ed io sono tra questi. Anzi, colgo lo spunto per descrivervi un po’ quanto sia bello ed appassionante questo sport. A mio avviso, il più bello del mondo. Per certi versi, lo amo più del calcio. E’ vero, il pallone ti dà da “mangiare” (specie se fai, o provi a fare, il giornalista) ed ha alcuni aspetti unici ed imbattibili: il punteggio basso, ad esempio, rende molto più concreta la possibilità di grandi sorprese in partite all’apparenza senza storia. Ci si può difendere per novanta minuti e poi trovare il contropiede vincente all’ultima azione: questa è l’arma vincente vera del calcio.

Il basket, però, ha tantissime altre qualità peculiari. Sono forse influenzato dall’aver giocato a pallacanestro per oltre dieci anni. Senza di lei (mi piace chiamarla così), nella fase della mia adolescenza, sarei stato senz’altro una persona più egoista e meno socievole di quanto adesso sia. Lo sport di squadra, in generale, aiuta lo sviluppo fisico e la ‘forma mentis’ di un giovane. La palla a spicchi, in my opinion, ancora di più.

Innanzitutto è uno sport completo: corri, salti, devi sviluppare i muscoli delle braccia (oddio, con me non ci sono riusciti tantissimo) e delle gambe (già meglio) ma soprattutto avere una gran testa. Perchè non c’è un attimo di pausa: attacchi per 24 secondi e poi sei subito chiamato a difendere. E il contatto fisico, a differenza della pallavolo, esiste. Dettaglio non trascurabile, per quanto mi riguarda. Non sono gay eh, sia chiaro…

Il contenuto spettacolare del basket è altissimo: ogni azione può riservare una giocata da applausi, sia essa una schiacciata, un assist, una stoppata, un tiro da tre, persino una palla recuperata buttandosi a terra e sbucciandosi le gambe (ancora adesso io ne porto i segni…). Mai visto poi, come succede nella pallacanestro, tante partite decidersi all’ultimo secondo. Oppure stravolte, con recuperi di oltre venti punti nell’arco di un tempo soltanto. Un paio di “triple” e il match ti si rigira come un calzino.

Per questo e per mille altri motivi (ve ne do dieci buoni, in fondo alla pagina…), amo il basket e lo amerò per sempre. Quella palla arancione un po’ rugosa, dall’odore inconfondibile, è stata la mia compagna di giochi preferita (magari, a volte, sarebbe stato meglio averne qualcuna più…concreta…) per troppi anni. Tante volte, dopo aver smesso per la rottura dei legamenti del ginocchio, avrei voluto ricominciare a giocare. Me lo sogno anche di notte, ogni tanto. Me lo sogno anche di notte, ogni tanto. Come una ragazza, già. Perchè puoi amare una persona, ma lo stesso vale per uno sport se è stato in grado di darti emozioni. E io amo questo gioco, I Love This Game come dicono in America.


Non l’ho mai fatto perchè so che non potrei essere “quello di prima”. E allora ho provato a trasferire la mia passione sul web, con un blog che è stato antesignano di questo e mi ha dato tante soddisfazioni. L’ho dovuto lasciare quando mi sono trasferito a Milano.
Se volete dargli un occhio, cliccate su questo link.

Poi tornate qui. Altruista sì, ma non troppo…

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One Response to Basket, I Love This Game

  1. nicola ha detto:

    i love this game

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