Ciao Giorgio. E grazie…

Giorgio Rocca, l'unico grande campione dell'Italia sciistica post Alberto Tomba

Scio a malapena a spazzaneve, non amo affatto la montagna. Eppure lo sci alpino, da sempre, è stata una grande passione. “Colpa” di Alberto Tomba, uno degli sportivi che ho più amato nella mia vita. Calciatori esclusi, al suo livello metto solo la nazionale di basket, qualche tennista e Marco Pantani. Se non ho smesso di seguire lo sci dopo il suo ritiro, tuttavia, lo devo solo a questo signore nella fotografia: Giorgio Rocca.

E’ stato lui, senza dubbio, l’unico slalomista italiano ad aver ereditato il testimone di Albertone. Sia chiaro, abbiamo tanti sciatori bravi. Moelgg, Blardone (magari quando vincerà qualcosa, finalmente), non ultimo Razzoli che è emiliano come Tomba e in qualche modo ne ricalca il personaggio. Giorgio Rocca, però, è stato l’unico vero campione tra tutti questi. Una sciata fluida e morbida, ma potente allo stesso tempo. Forte di gambe, forte di testa. Nel suo momento di massima forma, ha dominato la specialità con irrisoria facilità. Quando scendeva tra i paletti, mi ha fatto riprovare emozioni lontane. “Tombiane”. Quelle di quando ero bambino e, come dico spesso, la domenica mattina “bigiavo” la Messa per vedere le sue gare.

Rocca ieri si è fatto male in allenamento: a 34 anni, inseguiva l’Olimpiade di Vancouver dove sarebbe sicuramente stato tra i protagonisti. Stava tornando nel gruppetto dei migliori, poteva fare il colpaccio. In Canada, salvo miracoli, non ci sarà. E appenderà gli scarponi al chiodo, dopo una carriera costellata di 12 vittorie in Coppa del Mondo, una coppa di specialità e 3 bronzi ai Mondiali (due in slalom, uno in combinata).

Eppure, di Giorgio, tutti ricordano solo quella maledetta caduta al Sestriere nella prima manche dello slalom olimpico di Torino 2006. Era il grande favorito, la medaglia più attesa di tutta la nostra spedizione. Mi ricordo come fosse ora la grande attesa per l’evento e la mia trepidazione. Scese con il numero uno, era quello dei giorni migliori. Avrebbe vinto.

Poi, a metà del percorso, un banale inciampo tra gli sci e addio ai sogni. Tirai un urlo di disperazione, forse mi scappò anche una lacrima. Sono passati quasi quattro anni e sembra ieri.

Caro Giorgio, sappi che almeno io – ma siamo in tanti – ti ricorderò per le tante vittorie che hai regalato al nostro sport. E non per quella sfortunata caduta. Ti dico ciao. E grazie…


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4 Responses to Ciao Giorgio. E grazie…

  1. Ivano Pasqualino ha detto:

    una cosa è certa: non lo dimenticherò, non lo dimenticheremo. La sua caduta a Torino 2006 è stata uno dei momenti sportivi più tristi ai quali abbia assistito in diretta, al pari del rigore sbagliato da Baggio a Usa ’94 o dell’errore di Gresko il 5 maggio. Spero che Rocca adesso si occupi dei giovani che vogliono intraprendere la carriera sciistica.

  2. paginescure ha detto:

    A inizio carriera capitava che si allenasse a Tonale. Forse è stata un pò la testa a mancargli, ma comunque ci ha regalato grandi emozioni.

  3. Un saluto particolare a due dei miei lettori più assidui. Comunque, secondo me, era forte anche di testa Francy. Ma doveva essere al suo massimo per esprimersi al meglio. Infatti, dopo quella caduta maledetta, non ha più fatto quasi nulla. Però quest’anno si stava ritrovando, aveva avuto la forza di tornare tra i migliori da “vecchio”. Il carattere ce l’aveva. Ciao

  4. Andrea ha detto:

    Tomba, Pantani, i Queen.. c’è forte allineamento con le mie passioni ed i miei gusti!
    Grande!

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