…Oggi penso solo a Nadia

Ci sarebbero tanti spunti da trattare per la domenica sportiva appena conclusa.

Potrei parlare del mio Milan che, senza Nesta, non vince MAI. E, quando esce Borriello, non ha più un centravanti in grado di far salire la squadra. Aggiungiamoci che manca anche Pato e bisogna solo leccarsi le dita per essere secondi a pari punti con la Roma, tornata a marciare a ritmi da scudetto. Non a caso, quando un allenatore mediocre ma intelligente come Ranieri ha deciso di mettere in campo gli undici “storici” di Spalletti. L’unico allenatore italiano capace, negli ultimi cinque anni, di dare vita ad un calcio davvero spumeggiante.

Potrei anche dire di quanto sia invecchiato Zaccheroni in questi due anni senza calcio. Quasi quanto Ferrara negli ultimi tre mesi…

Oggi, invece, l’unico mio pensiero sportivo va a Nadia Fanchini. Bresciana, come me. Stella della nostra nazionale di sci alpino. Conosco benissimo la sua storia, la seguo per passione (amo lo sci, pur non sapendo sciare o quasi…) e per lavoro da quando era giovane. L’ho conosciuta di persona, ho il suo numero di cellulare e la sua amicizia su Facebook per quanto (poco) possa contare. Oltre ad apprezzare i suoi occhi e la sua dolcezza femminile in un corpo quasi da culturista, ne ho sempre ammirato la semplicità.

E la forza, il coraggio. Nonostante la sua giovane età, ha avuto più infortuni di Deborah Compagnoni, La più grande sportiva italiana (mia opinione) di ogni epoca. Altro talento cristallino dalle ginocchia di cristallo. A Nadia hanno anche detto che non poteva più sciare per un soffio al cuore, è stata ferma almeno un anno. Quando sembrava ormai dimenticata da tutti (ma non dal sottoscritto, che la intervistò per un settimanale circa due anni fa…), è tornata in pista sconfiggendo le sue paure e le sue ansie con cui convive da sempre. E’ diventata più forte di prima: l’anno scorso, in una stagione memorabile, ha ottenuto pure un bronzo ai Mondiali oltre a tante gioie in Coppa del Mondo.

Questo doveva essere il suo anno. Le Olimpiadi le preparava e le aspettava da tempo. Ad inizio stagione, un’altra sventura: la morte in un incidente della cugina e quel pensiero fisso che non le passa dalla testa. Io ti capisco, Nadia. Ci sono passato.

La Fanchini scia, ma non è lei. E’ la brutta copia di se stessa. Piano piano, poi, torna ad essere la campionessa di sempre. Fino ad oggi, a quella maledetta caduta e a quell’urlo di dolore. Domani sarebbe partita con la squadra per il Canada ad inseguire una medaglia. Sarà invece sotto i ferri, quanto prima, per l’ennesima lesione ai legamenti del ginocchio. Anche in questo caso, Nadia, io ti capisco. Ci sono passato.

Lo sport è davvero bastardo, a volte. Come la vita. Aspetti a lungo un momento, lo assapori. Poi, quando sei pronto a gustarlo, il fato te lo toglie. A chi non è mai capitato? Certo, quattro anni di attesa sono lunghi da passare. Il 2014, i Giochi del riscatto, sono troppo lontani.

Per questo, cara Nadia, oggi penso solo a te. A quel tuo dolore che è anche il mio. Il nostro. Di chi sa cosa voglia dire rialzarsi dopo una brutta caduta. Dopo che tutto sembra andarti storto e il mondo girare in direzione ostinatamente contraria.

Ma sei bresciana, hai la scorza dura. Ed hai la forza interiore, il sorriso di chi sa già che, anche stavolta, ce la farà.

A presto, campionessa

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3 Responses to …Oggi penso solo a Nadia

  1. peter parisius ha detto:

    Mi hai fatto salire le lacrime gli occhi. Ho iniziato a leggere questo articolo con il mio solito scetticismo critico e, quando sono arrivato all’ultima riga, tenevo il fazzoletto in mano e mi asciugavo i lucciconi.
    Mi hai coinvolto profondamente. Come Nadia, anch’io ho avuto un serio “incidente” sportivo e, cosa ancora più grave, anch’io ho perso una persona cara.

    Auguri a Nadia Fanchini per il proseguo di carriera (e di vita) e complimenti a te, bravissimo giornalista.

  2. Andrea ha detto:

    Articolo bellissimo, peccato che tu lo abbia dovuto scrivere a fronte di un grave infortunio.

    Auguri Nadia, tieni duro!!!

  3. Davvero commovente berta. Un bravo a te e un forza a Nadia!

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