La Special Night di Mourinho: Carletto, t’ha distrutto

Mourinho strapazza Ancelotti. Ma vince l’Italia. Non è un paradosso: il successo dell’Inter sul campo del Chelsea, nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League, salva il calcio nostrano dal tracollo. Almeno una delle nostre rappresentanti è ai quarti. La migliore, non solo per la classifica espressa dalla serie A. I nerazzurri, allo Stamford Bridge, hanno dimostrato di aver trovato in sette mesi quella dimensione europea cercata a lungo in passato. Lo Special One, stavolta, ha tenuto fede al proprio soprannome. Poteva barricarsi in difesa per proteggere il 2-1 di San Siro, è andato invece all’attacco “nel prato di casa” (parole sue) annientando l’avversario: tre punte pure in campo più Sneijder, il migliore, qualche metro più dietro ad inventare per i compagni. In difesa, Lucio e Samuel a fare da muro per l’inoperoso Julio Cesar. Un trionfo. Com’è lontana Manchester, dove un anno fa l’Inter abbandonò la corsa alla coppa dalle grandi orecchie sempre agli ottavi. Allora c’era Ibrahimovic, insieme a lui in attacco giostrava Balotelli. Con la cessione dello svedese, Moratti ha acquistato Lucio, Motta, Sneijder, Milito, Pandev ed Eto’o. Erano tutti in campo ieri sera, mentre SuperMario se ne stava seduto sul divano di casa. Ecco perchè è stata, innanzitutto, la vittoria della società e di Mourinho.

Il Chelsea non è mai esistito. L’unica fiammata verso lo scadere del primo tempo, quando Anelka e Lampard non hanno trovato il tempo giusto sotto porta. Anche due contatti dubbi in area nerazzurra, a dire il vero, dopo i rigori già negati ai Blues all’andata. Parlare dell’arbitraggio favorevole all’Inter sarebbe tuttavia blasfemo. Se ne guarda bene dal farlo pure il portoghese, dopo aver gettato fango sulla corsa allo scudetto nelle ultime settimane. Ma questa, almeno oggi, è un’altra storia.

A Londra l’Inter attacca, fa la partita. Lo Stamford Bridge si zittisce ed ha paura. Eto’o si sfianca in copertura ed arriva stanco all’appuntamento con la storia al 38′, quando schiaccia male un cross di Maicon dalla destra. Nella ripresa, invece, non fallisce. Ci pensano Pandev prima e Milito poi a far disperare Mourinho, per un gol che sarebbe meritato ma non arriva. Il camerunense spazza le nubi al 78′. Milito protegge la palla, Sneijder disegna un assist al bacio e l’ex del Barcellona torna al gol dopo tre mesi, con uno stop perfetto cui segue la stoccata con l’esterno da bomber di razza. Le tre gemme del mercato estivo lanciano il club di via Durini verso una primavera dal profumo speciale. Game over per Ancelotti. Fine dei giochi per il suo Chelsea, che perde la gara e la testa. Drogba si fa cacciare per un colpo proibito a Motta. Quando si arrende anche un combattente come l’ivoriano, è davvero tempo di spegnere la luce e andare a casa.

Per il tecnico italiano, ora, la necessità di vincere campionato (Mou ci riuscì al primo colpo) e coppa d’Inghilterra. Abramovich l’aveva in realtà chiamato con il sogno di mettere le mani sulla Champions, che rimane ancora stregata per il magnate russo. Moratti, felice come un bambino, sente che questo potrebbe invece essere l’anno buono per chiudere il cerchio con la storia. Intanto, saluta Londra con la convinzione di avere tra le mani una squadra vera. E manda un saluto ai cugini rossoneri, che sperano sì in altre disattenzioni dell’Inter in campionato ma, per una volta, devono lasciare il sipario europeo ai vicini di casa più odiati. Dopo tanti anni, al mercoledì, toccherà a loro “gufare”.

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