Basile e Ancelotti, io esulto con loro

Ieri ero contento. Sportivamente parlando, ça va sans dire. Ma come, direte voi? Ha perso il Milan, l’Inter si invola verso il titolo, persino il mio Carpenedolo sta retrocedendo nei Dilettanti… E invece sì, ero contento. Devo dire grazie, per questo, a due personaggi che stimo. Come persone, non solo come uomini di sport.

Parlo di Carlo Ancelotti e Gianluca Basile. Per il primo non c’è bisogno di presentazioni. E nemmeno di dire il motivo della mia gioia. Il grande Carletto, milanista vero, uno di noi, al primo anno in Premier League con il Chelsea ha scalzato il Manchester United dal trono e si appresta, spero, a vincere sabato pure l’FA Cup. Coppa che in Inghilterra vale qualcosa, mica come in Italia dove solo la gazzarra tra Roma e Inter ha attirato un briciolo di attenzione sull’evento.

Due su tre, al primo colpo. Senza un acquisto in estate, vale la pena ricordarlo. Lo United non aveva più Ronaldo, d’accordo, ma è sempre lo United. Ho tifato per lui quasi quanto per il Milan quest’anno. Una sola amarezza: quando giocò negli ottavi di Champions contro l’Inter, tifai per i miei odiati cugini nella speranza che il passaggio del turno li avrebbe penalizzati in campionato. A occhio e croce, facevo meglio a gufare come sempre…

Gianluca Basile, invece, forse non è noto ai più. E la cosa mi spiace. Insieme a Gianmarco Pozzecco, ma vincendo di più, è stato senz’altro il giocatore italiano di pallacanestro migliore nell’ultimo decennio. Anche di più. Nel 199 già vinceva l’oro agli Europei con la nazionale, a 24 anni. Quell’Italia che, da leader vero e da bomber, ha trascinato prima al bronzo europeo nel 2003 e poi all’argento olimpico del 2004. La sua gara in semifinale con la Lituania, piena di “tiri ignoranti” (tipica definizione per i suoi tentativi da tre punti, spesso fuori ritmo ma altrettanto spesso vincenti…), rimane tra i ricordi più belli della mia vita da sportivo. Uno sguardo d’intesa con Pozzecco, altro mio idolo assoluto, pieno di tutte quelle cose che ci si auspica da due giocatori in maglia azzurra: fierezza, fame, cattiveria agonistica, convinzione nei propri mezzi, intesa. Fantastico.

Bene, ieri il ‘Baso’ ha finalmente vinto la sua prima Eurolega. Con la maglia del Barcellona dove, da cinque stagioni, milita. Non è più la prima bocca da fuoco come in Italia, gli anni crescono per tutti e anche per lui. Il fuoriclasse di Ruvo di Puglia è diventato uno specialista da tre punti (due bombe ieri per lui) e un grandissimo difensore nonostante le 35 primavere sul groppone. E’ una persona che stimo, un giocatore che adoro, un italiano di successo.

Che ha vinto all’estero, diventando subito per gli spagnoli “uno di loro”. Proprio come King Carlo. Con buona pace dello Special One

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One Response to Basile e Ancelotti, io esulto con loro

  1. paginescure ha detto:

    Sky e roba varia non c’erano ancora, ma l’appuntamento la domenica con Franco Lauro alle 19.00 era immancabile. E io, da milanese, impazzivo per il Poz. Ogni anno cambiavo il numero di maglia per imitarlo. Bei tempi.

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