Bertelli dixit: “Se io alleno l’Argentina arrivo nelle prime quattro. Diego non so…”

Trenta giorni a Sudafrica 2010, ci siamo. Tempo di pronostici, tempo soprattutto di convocazioni. Ed esclusioni. Eccellenti. La sorpresina di Marcello Lippi, che ha inserito Giuseppe Rossi al posto di Nicola Legrottaglie nell’elenco dei magnifici trenta, è nulla in confronto ai fuochi d’artificio che hanno riservato i ct delle altre nazionali favorite per il titolo. In Sudamerica, oggi, si parla solo di Dunga e Maradona, allenatori di Brasile e Argentina. Come sempre, tra le big più attese.

L’ex giocatore della Fiorentina, che può vantare una vittoria in Coppa America nel 2007 e nella Confederations Cup dello scorso giugno a differenza del ‘Pibe de Oro’, ha puntato sul gruppo. Vuole seguire l’esempio di Lippi nelle magiche notti tedesche. Il ct carioca, però, rischia grosso. Soprattutto nel reparto offensivo. Il parco attaccanti lasciato a casa fa impressione. Tutti, o quasi, delle nostre conoscenze: da Ronaldinho (inserito nelle 7 riserve) a Pato, passando per Adriano. Curiosa la scelta di Julio Baptista, quasi mai impiegato nella Roma quest’anno: a proposito di giallorossi, sorprende pure la convocazione di Doni come terzo portiere al posto di Julio Sergio, di cui è riserva tra i pali dell’Olimpico.

Dieguito, la cui esperienza da tecnico è ridotta, sta giocando con il fuoco. Consapevole di farlo. Qui, più che di gruppo da tutelare, ci sarebbe da discutere sulla natura tecnica di alcune decisioni. Sorprendenti? Di più. Assurde, viste dall’Italia. Nei trenta, ad esempio, c’è Bolatti che alla Fiorentina non si è mai ritagliato un ruolo da protagonista. A casa Cambiasso, tra i centrocampisti più forti del mondo. Non c’è spazio nemmeno per Javier Zanetti, il leader dell’Inter di cui parla tutto il globo. Milito si è ritagliato un posto in extremis, ma rischia di essere tagliato – i convocati finali saranno 23 – per fare spazio al napoletano Lavezzi o al 36enne Martin Palermo. In mezzo al campo, poi, Maradona si affida a Veron. Gran giocatore, ma con 37 primavere sul groppone. Rischia di soffrire le sette gare in un mese e il talento macroscopico del reparto offensivo (Messi, Tevez, Aguero, Higuain e tanti altri) potrebbe non bastare agli argentini per riportare a casa la coppa dopo Messico 86.

Anche Domenech, non potrebbe essere altrimenti, ha fatto parlare di sé. Benzema, reduce da una stagione mediocre al Real Madrid ma pur sempre il miglior talento francese degli ultimi anni, guarderà i compagni in tv così come Patrick Vieira, cui nemmeno il trasferimento al City di Mancini è bastato per riconquistare la fiducia del ct.

Capello, lui no, ha scelto secondo logica. Gli infortuni di Beckham e Owen hanno evitato, Oltremanica, tormentoni alla Balotelli. Il quale, insieme a Cassano, Totti e Miccoli, rimane L’Escluso eccellente della nostra spedizione. Lippi ha tenuto fede alle parole dei giorni scorsi. E’ tutto ben chiaro nella sua testa, probabilmente anche i nomi dei sette “epurati” del 18 maggio, quando diramerà la lista definitiva. I dubbi maggiori sono in attacco. Rossi e Quagliarella cercano un disperato recupero. Potrebbe farne le spese uno tra Borriello e Pazzini, più graditi alla gente. Ma l’uomo di Viareggio, si sa, ama andare controcorrente. Anzi, controvento. Il suo hobby è andare in barca. E allora…”finché la barca va, lasciala andare”.

PS: la mia frase iniziale? Una boutade…ma non troppo…

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3 Responses to Bertelli dixit: “Se io alleno l’Argentina arrivo nelle prime quattro. Diego non so…”

  1. Pitti ha detto:

    Da milanista non mi capacito di come possano essere lasciati a casa Zanetti e Cambiasso. Forse gli unici 2 giocatori che invidio veramente ai cugini, dopo Eto’o Balotelli Milito Samuel Maicon Julio Cesar Snejder Thiago Motta e Pandev..in effetti pure Materazzi perchè il Dudy come mascotte ha rotto i coio.i.

    In ogni caso guardare le convocazioni altrui quando la nostra nazionale fa quasi ridere non serve. Sembra una squadra di soldatini, l’unico con un po’ di fantasia Pirlo, che da architetto si è trasformato in geometra. L’unico che poteva mettere del peperoncino, perchè purtroppo il “Pepe” non basta, alla squadra era il Fantantonio. Potenza+Tecnica = Supermario a casa. Miccoli non lo cito nemmeno perchè è rotto. Chissà che l’azzurro e i ricordi di Berlino non facciano il miracolo. Se però poi Lippi vince vorrà dire che aveva ragione lui e siamo tutti contenti.

  2. Arthur ha detto:

    Dal “Fatto” di ieri:
    Maradona: “Niente droga per sei anni”. Poi iniziò le elementari…

  3. Pitti ha detto:

    Giornata tristissima, il Milan si separa da Leonardo, l’ uomo che dobbiamo ringraziare per Kakà, Pato e Thiago Silva. L’uomo che ha rispolverato Borriello e i terzini d’attacco. Sono triste perchè abbiamo perso un grande uomo, ma allo stesso tempo sono felice per lui perchè non merita di dover render conto a questa pessima dirigenza e proprietà. Potevamo ripartire per un nuovo ciclo, con una nuova identità e un nuovo gioco invece facciamo un nuovo passo indietro. Grazie Silvio.
    Ma sti arabi perchè non fanno sul serio? Vendete l’anima al Diavolo, o meglio il portafogli!

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