Adesso io tifo Inghilterra. Ma vedo una finale stile 78

I believe in England

Non ho molto da dire sull’uscita dell’Italia da questo Mondiale. I miei dubbi verso la Nazionale di Lippi li avevo già manifestati ampiamente questo inverno, poi in sede di convocazioni e infine al termine delle prime due gare del girone. Dove, almeno, avevamo pareggiato e non perso. Sarebbe bastato questo, contro la Slovacchia, per arrampicarci agli ottavi. Non ci voleva molto per riuscirci. Bastava far giocare dal primo minuto chi aveva fame. Che fossimo senza qualità si sapeva, ma gli attributi pensavo fossero ancora merce di cui Cannavaro e soci fossero provvisti. L’eroe del nostro Mondiale è Quagliarella, a cui stringo virtualmente la mano. Basta questo per tratteggiare le linee fosche della nostra spedizione: il napoletano, se Lippi avesse seguito una logica, quell’aereo non l’avrebbe nemmeno preso. Dovevano esserci Balotelli, Cassano, Miccoli. Forse Totti. D’accordo. Ma bastavano anche Borriello e Rossi, esclusi senza motivo dal ct negli ultimi tagli. Pazzini, l’unico buono a disposizione, ha giocato uno scampolo contro la Nuova Zelanda: poi gli è stato preferito Iaquinta, noto per le sue doti da bomber. Basti pensare che in campionato, quest’anno, ha segnato tante reti (6) come i suoi mesi ai box per infortunio. E noi volevamo arrivare nelle quattro, così? Ma fatemi il piacere…

Detto questo, the show must go on anche senza di noi. Mancherà un po’ di passione, non scemerà il mio interesse per la competizione. Tiferò Inghilterra, per vari motivi. Innanzitutto gli inglesi meritano una gioia dopo 44 anni di digiuno. La aspettano, come noi nel 2006. E poi hanno un allenatore italiano, Fabio Capello. Vi immaginate che soddisfazione se, per tornare a vincere, dovessero ringraziarci dopo averci sbeffeggiato per una vita? Last but not the least, ci ho giocato 15 euro di scommessa un mese fa. Anche per questo, ma non solo, tifo per loro. Avevo detto che una vittoria poteva sbloccarli. Contro la Slovenia è arrivata. Mai ho visto Capello esultare così per un singolo successo. La speranza è di vederlo muovere ancora con soddisfazione la sua mascellona goriziana…

Il secondo posto nel girone ha però messo Gerrard e soci di fronte ad un tabellone terrificante. Prima la giovane e rampante Germania negli ottavi, poi l’Argentina (occhio al Messico ma…) nei quarti. E qui sarà lo scoglio più duro. E’ la miglior squadra del lotto, si sapeva. Così unita attorno a Maradona, però, quello lo ignoravo. A rigor di logica, adesso, i favoriti sono loro ed il Brasile. Più la Spagna, che ha nel Portogallo agli ottavi il vero scoglio: poi, con Paraguay o Giappone, sarebbe un atterraggio facile verso il podio.

Il Brasile, dicevamo. Non mi fa impazzire, per me non vincerà. L’ho detto da sempre e lo sostengo ancora, nonostante una compattezza invidiabile da non trascurare alla luce di una rassegna sin qui poco spettacolare. Ha un tabellone comodo. Cile agli ottavi: sarà dura, passeranno. Poi l’Olanda, che non avrà difficoltà a sbarazzarsi dei modestissimi slovacchi. E qui, arriverà la sorpresa vera del Mondiale. Gli orange sono forti, signori. Li davo al terzo posto finale, possono invece puntare a qualcosa di più. E, se batteranno i verdeoro, contro una tra Uruguay (sorpresa? Non per me, lo sanno tutti…), Usa (i migliori per qualità di gioco, il podio non è un miraggio) e Ghana (stasera, secondo il mio pronostico, lascerà le penne contro gli yankees dopo un match lungo ed equilibrato) avranno poi via libera per la finale.

In sintesi, spero nell’Inghilterra per vari motivi. Un sesto senso, però, mi dice che potremmo trovarci di fronte ad un remake della finale del 78 tra Argentina e Olanda. Stavolta, senza una nazione intera a spingere i sudamericani e nemmeno un regime militare alle spalle. Certo, anche il superclasico con il Brasile sarebbe tutto da gustare.

Noi saremo in poltrona. E, questa è l’amarezza più grande, “rischiamo” di trepidare più di quando giocava l’Italia. In grado di appassionarci solo per dieci, inutili minuti. I più amari, a memoria, della mia carriera di tifoso azzurro. Almeno, stavolta, nessuno si era illuso di poter alzare la coppa.

Coglioni sì…ma non troppo…

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