Vinca il migliore. Basta che ci fate divertire…

L’Olanda è sempre stata la mia seconda nazionale sin da bambino. Merito dei tulipani del mio Milan. Van Basten, Gullit, Rijkaard: ricordo di aver e3sultato per la loro vittoria all’Europeo del 1988, quando avevo sei anni ed iniziavo ad appassionarmi per il calcio. Tiferò quindi per loro, ovviamente. Ma, oltre al successo orange, chiedo a questa finale soprattutto una cosa: che riesca ad essere uno spot per il calcio.

Le finali dei Mondiali e degli Europei, da sempre, sono partite brutte. Più gente vede una partita, più essa è importante e maggiore sarà il rischio di assistere ad uno spettacolo mediocre. A memoria, non ricordo una finale ben giocata. Nel 1990 ci fu un orribile Germania-Argentina risolta da un rigore di Brehme a pochi minuti dal termine; nel 1994 andammo ai rigori con il Brasile dopo 120 minuti di passione al sole cocente del mezzogiorno americano; nel 1998 la Francia si sbarazzò senza problemi dei verdeoro, sotto shock per l’attacco epilettico a Ronaldo poche ore prima del match; nel 2002 un orrendo Brasile-Germania 2-0 al termine di un Mondiale altrettanto orrido; nel 2006, infine, il nostro trionfo ai rigori contro una Francia che, pur senza fare grandi cose, giocò meglio di noi una finale decisamente bruttina.

In teoria, le premesse per assistere a una gara diversa dall’usuale ci sono. Spagna e Olanda sono alla chance della loro vita. Non hanno mai vinto un titolo iridato. Potrebbero attendere la prima mossa dell’avversario, ma avere anche la faccia tosta di attaccare per sparigliare le carte. E allora ci sarebbe da divertirsi. Pensate se l’Olanda passasse in vantaggio: come reagirebbero le Furie rosse, solitamente abituate a temporeggiare un tempo per poi uscire alla distanza? Ne vedremmo delle belle.

Affascinante la sfida tra i due attacchi. Dietro la Spagna è più forte, non ci sono dubbi. Davanti, senza il miglior Torres, partono alla pari. Un terzetto di trequartisti come quello composto da Kuyt, Sneijder e Robben non ha uguali al mondo: sono giocatori moderni, nel pieno della loro maturità calcistica. Li preferisco a Iniesta, Xavi e Pedro. Villa, però, è meglio di Van Persie, giocatore per il quale stravedo ma snaturato nel ruolo di prima punta. Lo vado dicendo da giorni: con Van Basten, oppure il Van Nistelrooy dei tempi d’oro, questo Mondiale per me sarebbe già assegnato all’Olanda.

Così, invece, vedo avanti di una spigolatura gli uomini di Del Bosque. Spero di sbagliarmi. Spero, soprattutto, di assistere ad una partita che possa far vedere del bel calcio. Quello visto solo a tratti in questo strano Mondiale africano. Anche se, da domani, un po’ ci mancherà. Vuvuzelas comprese.

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