Serie A, si riparte: Ibra dominerà come una volta? Benitez è a dieta, ma l’Inter sembra sazia…

Bentornato campionatom bentornato pure al mio blog. Prometto che ogni settimana cercherò di scrivere qualcosa di intelligente. Missione difficile, più per le capacità limitate del cronista che per le occasioni offerte dal panorama sportivo internazionale. Basti pensare a questa estate di calciomercato: tutti a parlare di austerity, di affari in ribasso. Poi, in pochi giorni, ecco i botti. Il botto, con l’articolo determinativo davanti, si chiama Zlatan Ibrahimovic. Al Milan. Impensabile sino a un anno fa. Mi prendo dei meriti: l’avevo ipotizzato già a maggio, lo ribadivo con forza anche a luglio, poi avevo un po’ perso le speranze. Invece Berlusconi, sollecitato dalla crisi della maggioranza, ha usato ancora una volta la sua squadra a fini elettorali…

I tifosi, però, possono davvero godere. E con loro tutti i media. Il ritorno dello svedese è un colpaccio per la serie A tutta, non solo per il Diavolo. Compensa in qualche modo la partenza di Mourinho e, particolare non trascurabile, riscalda come non mai il derby milanese. Da una parte l’Inter vincitutto dell’ultima stagione, dall’altra i cugini con il traditore, proprio colui che ha fatto vincere da solo o quasi tre scudetti al Biscione prima di volare a Barcellona e – diciamolo – venire sbeffeggiato da tutto il mondo dopo la semifinale di Champions persa proprio contro i suoi ex compagni.

Attenzione, però. Stavolta il Milan non ha comprato il solito campione bollito. Zlatan Ibrahimovic, pur con i suoi limiti evidenti nelle competizioni europee (parlano i numeri: nei campionati nazionali segna un gol ogni due partite, in Europa ne segna uno ogni quattro…), resta uno dei cinque “crack” mondiali nel suo ruolo. Dove va, vince. Poco da fare. In Olanda ha stravinto con l’Ajax, in Italia ha vinto cinque campionati su cinque con Juventus (senza considerare Calciopoli) e Inter. In Spagna, anche se tutti ricordano la sua esclusione nelle ultime giornate della Liga dopo il flop in Champions, ha pur sempre trionfato al primo colpo segnando 21 gol tra campionato e coppe. Insomma, mica pizza e fichi…

Dirò di più. In Italia, nell’ultimo decennio, non ho mai visto un giocatore dominante come lui. Vince come e quando vuole le partite da solo, specie contro le piccole. E, nell’ottica di un campionato come il nostro, fa la differenza. Il Milan ha patito proprio questo nell’ultima annata: l’Inter ha provato a regalargli il campionato, Leonardo e soci l’hanno perso in casa contro Napoli, Catania, Lazio e tante altre. Con Ibra in campo, non sarebbe successo.

Per questo, ora le due milanesi partono alla pari in Italia. L’Inter, specie in difesa (se Nesta o Thiago Silva pigliano un raffreddore sono guai…), resta molto più forte. Nella Supercoppa persa contro l’Atletico, tuttavia, ho visto una squadra sazia che sta ancora pagando il passaggio da Mourinho a Benitez. Non c’è cosa peggiore di sostituire un allenatore dopo un grande trionfo, Donadoni lo sa bene. Pensate dopo tre, nello stesso anno. Specie se si chiama Special One. Lo spagnolo, che ritengo persona competente e garbata come poche, ha una sfida molto difficile da vincere: sostituire Mourinho, con cui non compete nè per palmares nè per sex appeal. Senza Ibra di mezzo, avrebbe vinto ancora lo scudetto. Ora rischia…

Mi sbilancio nei pronostici, come al solito. Vedo un Milan vincente in Italia, a sette anni dall’ultimo tricolore. I nerazzurri si consoleranno con il Mondiale per club e, forse, con la Coppa Italia. La Champions spero finisca finalmente al Chelsea: lo merita la squadra, lo merita il grande Carlo Ancelotti. Juventus e Roma, le altre grandi? Delneri è in gamba, anche se la campagna acquisti bianconera mi convince sino a un certo punto. Ideale per arrivare terzi e andare in Champions, non di può. Potrebbero fare strada anche in Europa League, pur non vincendola. Insomma, un campionato uguale alla prima Juve di Ranieri…

Ecco, Ranieri. Mi perdoneranno gli amici romanisti, ma credo alla cabala e questa parla chiaro: la Roma, dopo una stagione super, raramente si ripete. Lo stesso dicasi per il suo tecnico, bravo a far bene (non a vincere…) quando ha tutto da guadagnare (vedi il primo anno in bianconero, oppure l’esperienza a Parma) ma facile ad incepparsi quando ha tutto da perdere (secondo anno alla Juve, esperienze con Chelsea e Valencia). Se va bene, la Maggica arriva quarta. Non di più.

Non sarà facile, perchè dovrà guardarsi dalle insidie di un plotone folto ed agguerrito di possibili outsider. Mi piace molto il Palermo di Pastore e Hernandez, due stelle del calcio che verrà. Il Napoli è da sesto posto, attendo la rinascita della Fiorentina con Mihajlovic in panchina, mentre Lazio e Sampdoria hanno buone potenzialità ma allenatori troppo difensivisti per sognare in grande. Occhio al Genoa, che invece osa e può trovare l’annata buona per fare il colpaccio a grandi livelli.

Le altre? Più o meno, lotteranno tutte per la salvezza. Il Bologna, che ha già cambiato allenatore prima di iniziare, parte bene nella corsa per retrocedere; Cesena e Lecce, tra le neopromosse, sembrano meno attrezzate del mio Brescia cui manca la difesa e il centrocampo ma davanti fa finalmente sognare.

Un buon viaggio alle mie rondinelle, che mi accompagneranno anche in tv per tutto l’anno. A loro andrà il mio tifo incondizionato. Per il resto, che vinca il migliore. Sperando, almeno stavolta, non sia l’Inter…

Come sempre sportivo…ma non troppo…

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One Response to Serie A, si riparte: Ibra dominerà come una volta? Benitez è a dieta, ma l’Inter sembra sazia…

  1. paginescure ha detto:

    Non credo sarà l’Inter. E questa volta ci credo, non lo dico per scaramanzia.

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