L’Inter è sazia e ha preso un allenatore grasso. Ecco perchè vincerà il Milan. E lo avevo detto…

Dove eravamo rimasti? Ah, sì. Ai miei pronostici prima del campionato. Bene, dopo dodici giornate ribadisco le mie previsioni che, se necessario, sono state addirittura fortificate dal primo scorcio di stagione. Andiamo con ordine.

Il Milan, seguendo quanto scritto su queste pagine, doveva vincere il titolo. La classifica, sin qui, non mente. I rossoneri sono più forti e completi rispetto alla passata annata, trascorsa tra gli stenti nonostante il buon lavoro di Leonardo. Che non aveva Ibrahimovic, come sempre decisivo in serie A, nemmeno Robinho e Boateng. Il vero acquisto del Diavolo versione 2010/11 è però Rino Gattuso e qui i meriti sono tutti di Allegri: ha rigenerato l’ex compagno al Perugia, ritenuto da tutti (me compreso, pur essendo uno dei suoi più grandi tifosi) sul viale del tramonto. Ringhio ora è tornato a correre per quattro, è l’anima di un gruppo che sta scoprendo di essere grande. Almeno in Italia, dove l’unica avversaria a tiro è la Lazio che tuttavia, nella migliore delle ipotesi, finirà in Europa League. In Europa, si sa, il gioco ‘Tutti per Ibra, Ibra per tutti’ non rende affatto. Non a caso, la qualificazione agli ottavi è ancora in bilico. Ma quest’anno la missione non è più europea, è tutta tricolore. Bisogna strappare lo scudetto ai cugini. In qualunque modo. E quindi, soprattutto, senza un Ronaldinho ormai sempre più ai margini. Finchè vince, e finchè la politica distrae il presidente, Allegri sa che Berlusconi non potrà dirgli nulla. Al primo ko importante, senza il Gaucho, si apriranno i processi e bisognerà vedere se il toscano avrà le spalle forti per sopportarli. Sta crescendo, tuttavia. Senza Pato e Inzaghi, paradossalmente, potrà giocare con un centrocampo più coperto e un attacco meno intasato. Il derby lo dimostra: questo atteggiamento tattico non sarà esteticamente gradevole, ma funziona. Finchè c’è Ibra, c’è speranza.

Veniamo all’Inter. Parlando di derby, viene spontaneo farlo. Dissi ad agosto che i nerazzurri avrebbero vinto solo il Mondiale per club. Ora, non sono più sicuro che vincano nemmeno quello. Anzi, lo vinceranno ma solo grazie al penoso livello delle avversarie: se gli spauracchi si chiamano Pachuca e Internacional, ammesso che abbattano in qualificazione le temibili rappresentanti del Congo e della Papua Nuova Guinea, Benitez può stare tranquillo. Sinceramente, tuttavia, la stagione dei ‘tripletisti’ in carica sta andando peggio di quanto pensassi (e sperassi). Immaginavo che il dopo Mourinho sarebbe stato problematico. Pensavo che Benitez non sarebbe stato l’uomo giusto per gestire una situazione che sarebbe stata peraltro difficile per chiunque. Non credevo, però, ad una lista così lunga di infortuni. Il conto è imbarazzante e l’allenatore non può non avere delle responsabilità. Penso che l’Inter, in primavera, tornerà quella di prima. Ritroverà un pizzico di fame con la vicinanza ai traguardi più importanti. Ora le ruote sono sgonfie, sgonfissime. E nel calcio, prima di qualunque logica, conta la fame. Quella che il Diavolo aveva ieri sera e di cui può disporre dopo sette anni di delusioni in serie A. Se il Milan sarà bravo a porre un margine di punti rassicurante – circa dieci – a metà campionato, la strada dello scudetto è segnata. Altrimenti, l’Inter potrebbe tornare protagonista anche se immaginarlo adesso è una chimera.

Veniamo a Roma e Juve, allora. L’inizio di campionato mi sta dando ragione anche su di loro, seppur in parte. Pronosticai una stagione “buca” per i giallorossi e le prime giornate avallavano sin troppo la mia teoria. Ora la Maggica si è ripresa e, guardando all’ampiezza della rosa, ha le carte in regola per essere addirittura l’anti Milan. Troppi attaccanti saranno però il boomerang di Ranieri: tra Vucinic, Totti e Borriello (senza parlare di Adriano…) ne possono giocare solo due e il capitano è intoccabile più per ragioni sociopolitiche che per argomentazioni tattiche. Possono arrivare in Champions, non di più. Il secondo posto dell’anno scorso rimarrà comunque una chimera. Sulla Juve, invece, mi ero espresso a favore di un cammino europeo nel quale gli uomini di Delneri stanno invece trovando più difficoltà che in Italia. Per avanzare in Europa League, la Vecchia Signora deve vincere le ultime due partite. In serie A, nonostante gli infortuni, i bianconeri stanno invece facendo bene. Avessero un attaccante da 20 gol, sarebbero già da titolo con un Aquilani tornato grande in mezzo al campo. Così, invece faticheranno. Ma si intravede un progetto, a San Siro hanno preso 4 punti su 6. Le basi sono buone, dopo due anni di nulla. I tifosi possono tornare a sperare…

SUlle altre: noto parecchie difficoltà per chi deve gestire il doppio impegno campionato-Europa League. Il Napoli, nonostante una panchina corta, sta facendo bene; il Palermo potrebbe fare molto di più dato che ha un attacco di livello europeo; la Sampdoria non andava male sin quando c’è stato Cassano. Ora, senza il barese e con un Pazzini ancora fermo a un gol (mannaggia a me che l’ho strapagato al fantacalcio…), pensare all’alta classifica è impossibile. In zona salvezza, resto certo della retrocessione di Cesena e Bologna che sono una spanna dietro le altre. Preoccupa il mio Brescia: ci ha fatto sognare per un mese, sfiorando la vetta della classifica, ora è tornato nei posti che – purtroppo – gli competono. L’attacco è buono, ma solo Diamanti sta rendendo secondo le attese e la Nazionale è un giusto premio per lui (nel suo ruolo, ne vedo pochi all’altezza). In difesa si balbetta, a centrocampo la coperta è corta e davanti non si fa gol. Dissi che ci saremmo salvati con una gara di anticipo. Se a gennaio non arriverà qualcuno, la preoccupazione di fallire il pronostico cui tengo di più è realistica.

Spero a maggio di poter dire allora…Indovino…ma non troppo…

PS: bentornati su queste pagine, prometto aggiornamenti più frequenti. Sperando che anche gli altri sport, e non solo il calcio, mi forniscano materiale di cui parlare.

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