Milan e Inter: due buone, non ottime, squadre. Le mettessimo insieme…

febbraio 24, 2013
La parata di Handanovic su Balotelli. A memoria, una delle più belle mai viste su un campo da calcio

La parata di Handanovic su Balotelli. A memoria, una delle più belle mai viste su un campo da calcio

E’ finito 1-1. Il pareggio era nell’aria, alla vigilia. Due squadre stanche, dopo gli impegni in Europa. L’Inter ha giocato un giorno dopo ed ha viaggiato, ma l’intensità di una gara come quella del Milan con il Barcellona non può essere paragonabile a quella di Cluj, con la pratica già risolta dopo un quarto d’ora. Mi è molto piaciuto il primo tempo dei rossoneri. Per la prima volta, Allegri ha schiantato Stramaccioni dal punto di vista tattico. Guarin ha un eccellente uno contro uno, in fase difensiva però è nullo e se gli metti Nagatomo in copertura…la gara su quella fascia l’hai già persa. De Sciglio, in tandem con El Shaarawy, li ha schiantati. Insieme ad Handanovic, che ha compiuto – vado a memoria – una delle parate più belle mai viste dal sottoscritto su un campo da calcio, è lui il migliore in campo della partita. Mi fa molto piacere. Punto 1: l’ho preso al Fantacalcio a 1 credito, come Sau del resto. E non c’è goduria migliore per un fantallenatore: scommettere su un un quasi sconosciuto e vederlo crescere a dismisura durante la stagione. Punto 2: nella mia esperienza a Milan Channel, lui ed El Shaarawy (sarà la giovane età) sono i giocatori che ho più apprezzato dal punto di vista umano. Se si fosse candidato oggi alle Politiche, io il voto a Mattia l’avrei dato. Faccia pulita, educato e gran lavoratore, umile, è dotato di buone qualità tecniche e atletiche. Certo. Senza la sua testa, però, resterebbe un giocatore di buon livello e basta. Invece diventerà a breve il terzino destro della Nazionale. E oggi ha giocato a sinistra, crossando con entrambi i piedi come se stesse bevendo una Fanta al McDonald’s.

Terminata la digressione, di cui infarcisco il blog dato che sulla carta di un giornale sono (giustamente) bandite, vengo al punto chiave del mio articolo. Inter e Milan sono due buone squadre, cui manca più di qualcosa per diventare ottime. Almeno a livello di continuità, motivo per il quale mi sembra più facile (paradosso, lo so) vedere il Diavolo in semifinale di Champions rispetto a un terzo posto in campionato, specie se in Europa la squadra andrà avanti come auspico. I cugini, sulla carta, a inizio stagione avevano una rosa per certi versi migliore. Sneijder è un giocatore che ha dimostrato di poter essere tra i primi cinque del mondo, Milito è indiscutibile, Samuel resta un difensore di livello internazionale. In Italia, basta e avanza quest’asse centrale per essere da scudetto. Se poi ti protegge Handanovic, il portiere più forte del mondo, il più è fatto. Di questo quartetto, a Stramaccioni è rimasto solo il portiere. Non a caso, oggi, il migliore in campo. Sull’altra sponda, dopo l’aggiunta di Balotelli, il piccolo gap di inizio anno non solo è stato colmato. E’ stata messa la freccia, grazie alla crescita esponenziale di Montolivo in mezzo al campo (tra lui e De Rossi, oggi, prendo sempre lui) e, finalmente, all’utilizzo di due esterni offensivi di gamba e capaci di saltare l’uomo. Aspetto che Allegri ha impiegato almeno due mesi a capire, dopo essersi incaponito sul rombo ed aver utilizzato Emanuelson (ora al Fulham, ed è un terzino) in attacco ed aver addirittura osato una difesa a tre con Francesco Acerbi – simpaticissimo, non da Milan – nel terzetto titolare. ‘Acciuga’ ha le sue ottime giustificazioni e gli va dato atto di aver lavorato nel momento più difficile, per vari aspetti, dell’epopea berlusconiana. Ha raddrizzato la baracca appena in tempo. Stasera, il primo tempo del Milan è stato di ottimo livello. Non altrettanto il secondo, motivo per il quale avrei operato prima qualche cambio. Ipotesi peraltro tranciata dal pessimo impatto di Bojan, che ha reso solo da trequartista in questa squadra.

Altra digressione, mannaggia a me. Il problema è che, torno al punto, per diventare una grande squadra a livello europeo e pronta a battere la Juve in Italia, al Milan servirebbe una fetta di Inter e viceversa per Stramaccioni. Fateci caso. L’allenatore nerazzurro inizia sempre l’azione con un play basso a cui il portiere cede il pallone per avviare l’azione. Peccato che, nè Gargano nè Cambiasso, sia in grado di farlo. Ci ha provato Guarin con il Torino e ha regalato un gol a Meggiorini, non proprio Pelè. Avesse lì un Montolivo, sarebbe un’altra musica. Al Milan, per contro, servirebbe come il pane una mezzala alla Guarin. Anche se Boateng, in quel ruolo, mi è molto piaciuto contro il Barcellona e lo preferisco in mezzo al campo che da esterno offensivo. E Ranocchia, dei quattro centrali in campo oggi, era di gran lunga il migliore. Lui non avrebbe lasciato solo Schelotto, novello Centofanti, in mezzo all’area. Al Milan sarebbe titolare inamovibile.

La differenza nel reparto offensivo, tra le due squadre, è tuttavia netta. Palacio, mio pupillo dai tempi del Boca, per me potrebbe giocare titolare in tutte le squadre. Generoso, intelligente dal punto di vista tattico, qualità e quantità. Dettaglio non trascurabile: è una seconda punta, non un centravanti. Lo vedrei benissimo con Balotelli ed El Shaarawy. Senza Milito, l’Inter faticherà tantissimo. I numeri lo dimostrano: nel 2013, ha vinto in modo convincente solo con il Chievo quando è tornato, purtroppo per poco, il Principe. Tra El Shaarawy e Cassano, in questo momento, non c’è paragone. La freschezza del Faraone, che è arrivato a 16 gol senza rigori (a 20 anni, scusate se è poco), non ha eguali con il barese. Sempre geniale e dal gran tocco, ma ad alto livello non puoi permetterti di giocare quasi da fermo. Potrebbe diventare il nuovo Altafini o il nuovo Massaro, anche se a 30 anni non puoi definirti vecchio. Certo, se in panchina c’è Rocchi sei quasi un ragazzino. Allegri oggi ha lasciato in panchina Pazzini, con Bojan e Niang entrati nel finale e Robinho in tribuna. Un attacco nettamente superiore a quello dei cugini.

Che avrebbe dovuto chiudere sul 2-0 il primo tempo. Non è successo. Perché il top player (anzi, chiamiamolo fuoriclasse va…) l’aveva l’Inter, in porta. E questo Milan non è ancora una grande squadra, anche se ha l’età media (bassa) per diventarla. Altrimenti stasera avrebbe vinto. Oppure sarebbe bastato Ibrahimovic al centro dell’attacco al posto di Balotelli. Il miglior attaccante del campionato, tra i dieci più forti del mondo nel suo ruolo. Ma non ancora al livello di quello là. La sua assenza non si sente in Europa, ma alla serie A manca eccome (mi mancano pure le conferenze di Mourinho, va detto).

Sportivo non troppo…ma che giocatore (l’ha imbustata anche stasera, sono 22 in Ligue 1. Scarso)

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Dove eravamo rimasti…

febbraio 23, 2013

foto libro

Dove eravamo rimasti. Già. Dicembre 2010, ultimo post di un blog che avevo iniziato per obbligo al Master di Giornalismo, era diventato poi una piccola bottega in cui esercitavo il mio stile giornalistico per tramutarsi infine in uno sfogatoio. Nel quale potevo scrivere senza vincoli quello che mi andava. Appunto, quello che mi andava. A un certo punto non mi andava più ed ho smesso.

Due anni e tre mesi dopo, è tutto diverso. La mia vita è cambiata, altro che tsunami grilliano (domani, comunque sia, andate a votare). Aspetti principali: mi sono fidanzato da ormai due anni e sono innamorato, conosco a memoria ogni angolo della A4, avevo detto che il Milan avrebbe vinto lo scudetto nel 2011 ed è successo, pensavo bissasse anche nel 2012 e non è accaduto, sono tornato ad allenare la mia B.B.M. (reduce dal traguardo delle 200 partite), conduco ancora ‘Centocampi‘ su Retebrescia (124 puntate, le rifarei tutte da capo per le soddisfazioni che mi ha dato il calcio femminile e quello dilettantistico) e ho aggiunto altre due trasmissioni sul Brescia, sono diventato professionista, mi sono accorto che il tesserino non serve a nulla, non collaboro più con la ‘Gazzetta’ ma ho iniziato a farlo per le pagine bresciane del ‘Corriere’, ho pensato per dieci secondi di entrare in politica una sera tornando da Bergamo, ci ho ripensato ieri e mi sono messo a ridere, so che prima o poi ci ripenserò perché mi attira, ho conosciuto nuove persone e fatto nuove amicizie, ho lavorato due anni a Milan Channel e da due mesi non sono più un loro dipendente.

Ovviamente, l’elenco non è in ordine di importanza ma sparso, come spesso le mie idee. L’ultimo punto, amore a parte, è stato quello nodale: la vera differenza tra il “prima” e il “dopo”, tra chi ero e chi sono. Cioè, lo stesso sfigato di prima. Ora, senza un lavoro fisso e solo il contachilometri a ringraziarmi di questo. Solo un po’ più conosciuto. Da quel benzinaio che ieri mi ha salutato a Rovato, oppure da quel tale che in treno mi ha chiesto come mai non lavorassi più a Milan Channel. Principalmente, da loro. Gli arbitri del CSI, quelli sì, mi conoscono bene. Ma è un altro discorso…

Mi accorgo dalle ricerche su Google come, al di là di alcuni post di puro cazzeggio cattura-traffico, diversa gente cerca il mio nome ed approda qui. Curiosità. E’ per questo, di base, oltre per un tale user dal nickname “cicciobello” di cui spero di ritrovare i commenti al vetriolo (“fallito”, “poveraccio”, “berlusconiano” sono gli aggettivi migliori, tutti peraltro falsi, spesi su di me sotto i miei articoli), che tornerò a scrivere anche sul blog. Per poter parlare in modo libero, non solo del Milan, ma di quanto mi pare. Nei due anni a Milano, meravigliosi per quanto mi hanno dato a livello umano e professionale trascinandomi da professionista dentro alla mia vita da tifoso (ora un po’ saturo, ma sempre tifoso), mi rimprovero solo di essere stato a tratti impulsivo e non aver contato fino a tre prima di dire come la pensavo. Rifarei tutto, quasi tutto. Sul mio blog, almeno qui, potrò però contare fino a uno e scrivere. Senza il filtro della tv o dei social network. Senza dover essere additato come eretico solo per aver detto la mia. Ecco perché provo a ricominciare. Se mi annoio, alla peggio, ci rivediamo nel 2016. Anno pari, Europei e Olimpiadi. Quindi, di sicuro, non sarà l’anno in cui mi sposerò…

Sportivo sì, pure troppo…

PS: sogno ancora di condurre Sanremo e dire che dirige l’orchestra Peppiniello Vessicchio, ma mi sembrava scontato…