Per chi tifano i telecronisti

marzo 28, 2010

Caressa nella sua classica posa da piacione

Dovrei parlare della delusione per un Milan asfittico, capace di conquistare solo due punti nelle tre gare che avrebbero potuto ridargli la vetta del campionato? No, non lo farò. Direi cose banali. Ho già detto che la Roma è l’unica mia speranza per sottrarre lo scudetto all’Inter e confermo il mio punto di vista. Comunque, in qualche modo, vinceranno ancora loro. Già lo so.

Trovo piuttosto lo spunto, da questo turno di campionato, per fare una panoramica sul tifo dei telecronisti. Perchè, possono dire quello che vogliono, ma ognuno di loro ha una squadra del cuore. Provano a celarlo, ma non ce la fanno.

Per chi non se ne fosse ancora accorto, ad esempio, Fabio Caressa tifa Roma. Di brutto, anche. Nella telecronaca con l’Inter, che mio padre (solitamente critico, ma fan di Piccinini) ha giudicato molto godibile (io non ho visto la partita in diretta), è emerso chiaramente. Voce strozzata dalla gioia ai gol di De Rossi e Toni, delusione palpabile al gol di Milito. Beh, del resto quel “Totti,. Totti, Totti….” al rigore con l’Australia dei Mondiali, qualcosa l’aveva lasciato intuire. E non è stato fatto in modo casuale. Le radio romane sono state da sempre molto critiche con lui per i suoi atteggiamenti super partes in passato, così lui dopo Berlino 2006 si è un po’ lasciato andare. Ed è peggiorato, tant’è che ora lo preferisco come conduttore di ‘Sky Calcio Show’ al posto della D’Amico.

Continuando nell’analisi, Sandro Piccinini è juventino. Suo padre giocava lì, lui prova a simulare esultando quando segna Inzaghi (suo personale idolo), ma la fede bianconera rimane. Anche se non è l’oggetto del contendere, l’ex conduttore di ‘Controcampo’ rimane peraltro il mio preferito.

Appena dietro, arriva Maurizio Compagnoni che stasera era senza voce in Milan-Lazio e forse poteva pure passare la mano. L’interprete del celeberrimo ‘Rete, rete, rete’ è tifoso del Milan, ma sopratttutto della Sambenedettese essendo egli di quelle parti.

Massimo Marianella, invece, tifa Arsenal da una vita. E, non a caso, quando commenta la Premier League risulta molto più credibile di quando finge interesse per le italiane in Europa.

Gli altri? Ignoro la fede di Pardo e Gentile, molto bravi tra le nuove leve di Sky, mentre il bollito Massimo Tecca parteggia per la Roma spudoratamente. Bruno Longhi tifa Inter così come Marco Civoli e, non a caso, detesto entrambi da sempre….

Anche per quanto riguarda i telecronisti, il motto rimane uguale: sportivo sì…ma non troppo…

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Più Caressa, meno Grasso

gennaio 30, 2010

Benedetta Parodi, più bella della sorella Cristina, insieme al celebre telecronista di Sky (suo marito)

Aldo Grasso non mi è mai stato particolarmente simpatico. Trovo che le sue spigolature ‘A fil di rete’ sul Corriere siano boriose e spesso guidate da pregiudizi. Stupidi. Qualcuno (pochi) gli va a genio, diversi (molti) non gli piacciono. E, puntualmente, li massacra.

Tra le sue vittime preferite, da sempre, Fabio Caressa. Il più noto telecronista di calcio in Italia, volto immagine di Sky. Le sue cronache troppo enfatiche, il suo linguaggio peculiare con tante grida e qualche inflessione romana, sono indigeste a tanti. Grasso incluso. Il critico televisivo ha così colto la palla al balzo, oggi, per massacrare oltre a lui anche la moglie Benedetta Parodi. Giornalista di Studio Aperto, sorella di Cristina e moglie appunto di Caressa. Nell’ultimo periodo, a dire il vero, più che altro conduttrice di ‘Cotto e mangiato‘. Non ho mai visto la suddetta trasmissione ma, dai commenti (inclusi quelli di alcune mie amiche milanesi), deduco facilmente che sia una rubrica di cucina. Ecco perchè, forse, anche Grasso la guarda. Nomen omen…

Il pezzo di oggi è il più letto sul sito del Corriere (clicca qui per leggerlo). A me è risultato indigesto, tanto per continuare la metafora culinaria. Non ho mai amato Grasso, oggi l’ho trovato addirittura maleducato nei confronti della Parodi stessa. Ben poco signorile.

Trovo inoltre che le critiche su Fabio Caressa siano, spesso, pretestuose. Può non piacere il suo tono ma rimane, senza dubbio, uno dei telecronisti italiani in grado di far vivere la partita alla gente come pochi altri. Senza di lui, diciamocelo, anche il trionfo ai Mondiali 2006 (in basso, il video tutt’oggi emozionante dell’uno-due Grosso-Del Piero con il quale stendemmo la Germania) sarebbe stato meno gustoso. Quando pensiamo alla vittoria con la Germania, al rigore di Totti con l’Australia, ai rigori vinti con la Francia in finale, pensiamo al suo accompagnamento sonoro e non a quello di Civoli. Peraltro interista, quindi da me ancor più odiato. Ma, soprattutto, soporifero come pochi.

Caressa ha un difetto: è romano. Non nel senso della romanità in sè, che io tra l’altro adoro nella maggior parte dei casi. E’ colorito, egocentrico, vuole fare il piacione spesso e volentieri. Per questo, a qualche solone provoca l’orticaria. Se si togliesse quella patina di pregiudizio sulla sua provenienza geografica, però, non si potrebbe far altro che applaudire la sua preparazione. Oggettivamente super, come per la maggior parte degli uomini Sky (cito Tranquillo, Tommasi, Buffa, Compagnoni, Pardo, ma potrei andare avanti all’infinito).

So che sto per dire una bestemmia della quale mi vergognerò, ma lo preferisco anche a quella gnocca della D’Amico nella conduzione di ‘Sky Calcio Show’. Ha una voce più gradevole, fa domande più competenti agli allenatori, raramente sbaglia analisi. Gli mancano solo le tette. L’ho riapprezzato in queste vesti, dove si è tolto il vestito da professore per tornare ad essere un giornalista vero.

Quello che, spero, prima o poi, torni a fare anche Aldo Grasso.

Mangiato sì…ma non troppo...


La pallonata della Befana

gennaio 8, 2010

La sofferenza dell'attaccante del Chievo...

Sky Calcio Show, mercoledì 6 gennaio nell’intervallo di Chievo-Inter.

Fabio Caressa e Beppe Bergomi commentano un fallo di Lucio su Pellissier, contuso ai…genitali.

E i doppi sensi si sprecano.

Bergomi (serio): “Il brasiliano ha commesso un FALLO da dietro, ma voleva prendere la palla”

Caressa (battuta): “Però gli ha preso le palle. Fa malissimo lì, vi assicuro…” (ps: grazie di averci informato, siamo provvisti anche noi…)

CHE RISATONE…